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Categoria: Vangelo
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                                   Ges
Il vangelo di oggi pone questa domanda a tutti noi: con quale amore amare Gesù? Lascio la risposta al teologo Paolo Curtaz. «Il verbo amare usato da Gesù durante i suo idiscorsi è legato alla philia, l'amore naturale. Quando parla di amore nei suoi confronti, invece, parla di agape, dell'amore riflesso di Dio.

Gesù non pone una contrapposizione, non chiede di disprezzare ma propone una classifica di intensità di amore: l'amore connaturale per i famigliari è e resta emanazione rappresentazione dell'amore divino. E rassicura i suoi: l'amore che egli ci dona, e che siamo in grado di restituire, è di un'intensità che nessun amore umano (bello, straordinario, immaginifico), è ingrado di sostituire. Qualunque esperienza affettiva ed emotiva, qualunque sentimento che sperimentiamo verso una persona (amante, figlio, genitore, amico) è e resta realtà penultima. Gesù esige, pretende di essere il riferimento ultimo perché è all’origine di ogni amore. Questo amoreche qui viviamo è riflesso straordinario ed interessante, gioioso e corposo di quell’altro amore ben più consistente. Essere compagni di viaggio, dono, per la scoperta della realtà più forte e profonda: a questo è finalizzata ogni relazione. Confondere i piani, aspettarsi dalla philia che colmi il cuore è foriero di gravissime conseguenze. Questo dice il Signore ai nostri cuori smarriti: sappiatevi amati, scopritevi amati. Imparate a mettere questo amore all’origine delle vostre scelte. E, se lo volete, scegliete di amare, lasciando tracimare l’amore che ha colmato i vostri cuori.

L’amore è esperienza magnifica e totalizzante. Ma esiste un amore più grande. Il suo.»

Buona domenica!
Don Leonardo

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