Nell’amore autentico, dice Gesù nella pagina del Vangelo di oggi, siamo coinvolti nella totalità della nostra persona: siamo sempre cuore, anima e mente. Amiamo veramente quando i nostri sentimenti più profondi (il cuore) sono in armonia con le nostre emozioni più immediate (l’anima, la psychè che risponde agli stimoli immediati) e con i nostri pensieri (la mente, come luogo dell’interpretazione del reale). Il criterio per valutare l’amore vero è la corrispondenza di questi livelli: è l’integrità della persona amante. Quando il cuore, l’anima e la mente sono in armonia facciamo l’esperienza di Dio, che è la fonte dell’amore. E il secondo comandamento è simile al primo perché è con lo stesso amore che amiamo Dio e gli altri, non sono amori diversi: sono lo stesso cuore, la stessa anima e la stessa mente. Amare l’altro come se stesso vuol dire fare l’esperienza dell’empatia, sentire come l’altro nella sua situazione, ma non vuol dire confondersi con l’altro: Dio non ci chiede di annullarci, ma di sentire. A volte annullarsi per amore è, paradossalmente, la soluzione più semplice, perché ci esime dal prenderci le nostre responsabilità e passare all’azione. L’amore vero si chiede invece: ‘‘Che cosa posso fare io per te?, io, nella mia realtà, a partire dal punto in cui mi trovo?’’. L’amore è sempre una grazia, perché ci costringe a uscire da noi stessi e, a volte, ci permette di spiccare il volo.
Buona domenica
Don Leonardo
- sabato 31 ottobre si svolgerà nella Basilica del Santi Medici la deposizione delle statue nella nicchia -




